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Giovanni Paisiello tra Napoli e l’Europa: 3 giornate di studio, ricerca e musica organizzate dalla Fondazione San Giuseppe dei Nudi

Dall’8 al 10 ottobre 2026 studiosi italiani e internazionali saranno in città per un confronto sulla figura, l’opera e l’eredità artistica di Giovanni Paisiello, il compositore pugliese formatosi nella Capitale Borbonica che ha contribuito a trasformare l’opera buffa in linguaggio europeo, ancora oggi utilizzato nel moderno teatro musicale.

Nato a Taranto il 9 maggio 1740 ma formatosi e cresciuto artisticamente a Napoli, Giovanni Paisiello è stato tra i più celebri compositori del secondo Settecento. Protagonista della Scuola Napoletana, autore dell’Inno del Regno delle Due Sicilie, maestro di musica dell’Arciconfraternita San Giuseppe de’ Nudi, ha contribuito in maniera determinante all’evoluzione del teatro musicale europeo ben prima della spinta propulsiva del melodramma ottocentesco.

Il programma

Organizzate in collaborazione da Fondazione San Giuseppe De’ Nudi, Università degli Studi di Napoli Federico II, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Georgetown University e Giovanni Paisiello Festival, curate da un comitato scientifico composto dagli studiosi Francesco Cotticelli, Anthony R. DelDonna, Paologiovanni Maione e Lorenzo Mattei, le 3 giornate hanno un articolato programma:

Giovedì 8 ottobre alle ore 15.00, nel Museo “S. Giuseppe de’ Nudi”, in via G. Mancinelli n. 19, apertura dei lavori con i saluti de il Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, Ch.mo Prof. Andrea Mazzocchi, il Prof. Anthony R. DelDonna della Georgetown University di Washington (DC) e il Presidente della Fondazione “S. Giuseppe de’ Nudi” Dott. Avv. Ugo De Flaviis.

A seguire la prima sessione presieduta da Francesco Cotticelli, che condurrà nel cuore della Napoli paisielliana: Giulio Sodano interverrà su La Napoli di Paisiello; Lorenzo Mattei analizzerà il caso del Finto spettro, rappresentato a Mannheim nel 1776; Anthony DelDonna affronterà il tema della vita teatrale napoletana nel difficile passaggio successivo alla Rivoluzione repubblicana, tra 1799 e 1803; Anna Giust presenterà quindi l’archivio digitale “Rossijskij 0eatr”, strumento di ricerca dedicato alla costruzione di una più ampia e inclusiva geografia musicale europea.

Venerdì 9 ottobre alle 9.00, sempre nel Museo di San Giuseppe de’ Nudi, in via Mancinellin.n.19, i lavori proseguiranno con la seconda sessione presieduta da Paologiovanni Maione: Victor Sanchez Sanchez approfondirà la presenza della musica italiana nel fondo dell’Infante Francisco de Paula y Borb6n; Gerardo Tocchini analizzerà la controversa memoria dei musicisti nell’età delle Rivoluzioni; Paola De Simone presenterà nuove acquisizioni su Il Credulo deluso di Giovanni Paisiello, dal Teatro Nuovo al Real Teatro di Caserta, attraverso le carte dell’Archivio Farnesiano, Alberto Beniscelli si concentrerà sui rapporti fra Pepoli, Calzabigi e Paisiello nella Lettera sull ‘Elfrida.

A seguie, dalle ore 15.00, la terza sessione presieduta da Alberto Beniscelli: Roberto Scoccimarro ricostruirà il percorso del Don Chisciotte di Lorenzi e Paisiello tra Napoli, Milano e Vienna; Marina Lucia presenterà una ricerca sulla tradizione napoletana della Missa Defunctorum, attraverso orchestrazioni, trascrizioni e adattamenti conservati nell’archivio di San Giuseppe dei Nudi; Marco D’Acunzo indagherà i possibili rapporti tra il Dixit dominus di Paisiello e la stessa istituzione napoletana. Domenico Livigni, Gianmarco Lombardi, Stefania Prisco, Emanuele Ventriglia illustreranno la ricerca delle tracce di Paisiello attraverso le carte dei Banchi pubblici napoletani, tra musica, teatro e documentazione contabile.

In serara, alle ore 20.00, ospitato nella Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, concerto de Le musiche nove, con il soprano Giuseppina Perna, il mezzosoprano Marta Pacifici e la direzione di Claudio Osele.

Sabato 10 ottobre alle ore 9.00 presso il Museo della Fondazione “S. Giuseppe de’ Nudi”, la quarta e ultima sessione presieduta da Gerardo Tocchini: Almerinda Di Benedetto affronterà il rapporto tra Pietro Canonica e il Monumento a Paisiello; Francesco Papillo presenterà un dipinto inedito di Achille Sangiovanni relativo a un episodio della vita del compositore; Teresa Chirico analizzerà la presenza e la funzione degli strumenti effimeri nelle opere di Paisiello; Francesco Cotticelli concluderà i lavori con una riflessione sugli echi napoletani di musica e teatro fra Sette e Ottocento nel cuore dell’Impero.

La kermesse scientifica e culturale propone dunque una lettura aggiornata dell’universo di Paisiello, anche alla luce di studi e documenti inediti, seguendone l’influenza tra Napoli e le corti europee, con focus su teatro, pratiche musicali, mode e trasformazioni politiche di fine Settecento, nell’ambito delle iniziative della Fondazione “S. Giuseppe de’ Nudi” che da sempre lavora per la valorizzazione del patrimonio culturale partenopeo promuovendo il dialogo tra ricerca, conservazione documentaria e riscoperta.

Le Musiche Nove – Claudio Osele

Fondato e diretto da Claudio Osele, l’ensemble è composto da musicisti attivi nel campo dell’esecuzione filologicamente informata su strumenti d’epoca, o loro copie fedeli, che si riuniscono periodicamente per dar vita a progetti di riscoperta e rinnovata interpretazione del repertorio dei secoli XVII e XVIII.                                                                                                                          

Le Musiche Nove si sono esibite – tra l’altro – al Musikverein di Vienna, alla Philarmonie di Berlino,   al Concertgebouw di Amsterdam e ai Festival di Salisburgo, Lucerna ed Innsbruck, collaborando con cantanti quali Cecilia Bartoli, Simone Kermes, Sophie Rennert, Vivica Genaux, Roberta Invernizzi, Filippo Mineccia, Francesca Lombardi Mazzulli, Arianna Vendittelli, Sonia Prina e Shira Patchornik.   

La loro discografia, ricca di prime incisioni assolute e pubblicata da DHM/Sony, comprende gli album tematici Lava e Colori d’amore – incentrati rispettivamente sull’opera seria napoletana e su quella viennese – Marc’Antonio e Cleopatra di Johann Adolf Hasse e il florilegio di cantate e sonate Hasse at home. 

Claudio Osele

L’interesse di Claudio Osele per un repertorio ingiustamente dimenticato, o non appieno valorizzato, ha dapprima preso forma nel lavoro di ricerca musicologica (all’origine – grazie alle edizioni critiche da lui approntate – anche dei progetti discografici di Cecilia Bartoli dedicati alle arie d’opera di Vivaldi, Gluck, Salieri e agli oratori romani di Scarlatti e Caldara) al quale si è successivamente affiancata l’attività di direttore de Le Musiche Nove con cui concretizza sulla scena il risultato delle sue ricerche, in un’estetica interpretativa che mette al centro la valenza retorica della musica.

Per la casa discografica DHM/Sony Claudio Osele ha diretto gli album Lava e Colori d’amore oltre alla serenata Marc’Antonio e Cleopatra (premiata con Le Diamant d’Opéra dalla rivista francese Opéra e con le 5 stelle dal BBC Music Magazine): inizio d’un progetto pluriennale dedicato all’opera di Johann Adolf Hasse che è proseguito con l’esecuzione de La Semele – di cui ha curato anche l’edizione critica – al Festival di Musica Antica di Innsbruck, al Teatro Ristori di Verona e al Theater an der Wien, continuando con la pubblicazione di Hasse at home.